Nessun rimpianto, nessun rimorso. Per dirla con le parole di Max Pezzali, il Cagliari che ha perso 1-0 contro il Napoli al Maradona non ha nulla da recriminare: non solo si è difeso con ordine, ma ha saputo giocarsi le proprie chance quando l’occasione lo permetteva. Una squadra apparsa quadrata, solida, finalmente vera squadra. Dopo la buona prova con la Fiorentina, i rossoblù hanno confermato sul campo che il lavoro di Pisacane sta dando frutti concreti, in attesa degli ultimi rinforzi di mercato (in arrivo i difensori Zé Pedro e Rodriguez).
Contro avversari del calibro del Napoli, non bastano tecnica e tattica: servono carattere, sacrificio, attributi. E da questo punto di vista il Cagliari non ha deluso. Al Maradona non si poteva chiedere agli uomini di Pisacane di dominare il gioco. La squadra ha però mostrato maturità: capace di soffocare sul nascere più di un’iniziativa azzurra, di soffrire quando serviva e di ripartire in cerca del colpo grosso ogni volta che si è aperto uno spiraglio.
È pur vero che ai punti avrebbe vinto il Napoli, visto che nella ripresa la pressione partenopea è salita e gli azzurri hanno messo a dura prova la retroguardia rossoblù. Ma il cronometro, miglior alleato nella sfida contro la Fiorentina, si è trasformato nel più perfido dei nemici. E al 95’ l’asse Buongiorno-Anguissa ha spezzato la resistenza del Cagliari, che però nella sfida di Fuorigrotta non ha perso, ma anzi ha visto crescere le proprie certezze.
E proprio da queste certezze bisogna ripartire: da una squadra che sa lottare e che cresce partita dopo partita. La sfida di sabato 13 settembre, alle 15, contro il Parma alla Domus, diventa quindi un’ulteriore occasione per trasformare le sensazioni positive e le buone prestazioni in punti concreti.