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Bookolica Festival 2025: «Chi controlla le parole, controlla il mondo?»

«Chi controlla le parole, controlla il mondo?» È da questa domanda urgente e attuale che riparte Bookolica – Il festival dei lettori creativi, che torna a Scano di Montiferro il 17, 18 e 19 ottobre con tre giorni intensi di libri, incontri, musica, teatro e laboratori. La cornice di tutte le iniziative sarà la scalinata della chiesa di San Pietro Apostolo.

Il festival è organizzato come sempre dall’associazione Bottega NoMADE, con la direzione artistica di Fulvio Accogli, e quest’anno prende ispirazione da uno dei più celebri romanzi distopici del Novecento, 1984 di George Orwell, per costruire una riflessione profonda sul rapporto tra parola e potere, tra verità e manipolazione.

«Viviamo immersi nelle parole: ci informano, ci formano, a volte ci confondono, possono aprire, escludere, curare e ferire. Cosa succede, però, quando il linguaggio non descrive più la realtà, ma la riscrive?» si chiede Fulvio Accogli, sottolineando il senso della nuova edizione del festival: «Un viaggio tra comunicazione e realtà, tra verità e propaganda, tra narrazione e manipolazione, con l’obiettivo di costruire insieme strumenti critici e poetici per riscrivere il nostro rapporto con le parole».

Partenza col lato oscuro del calcio

Venerdì 17 ottobre si apre con un’immersione nel lato oscuro del calcio, a partire dalle infiltrazioni criminali che attraversano curve, spalti, stadi e media. Ne parlano Valerio Moggia, del blog Pallonate in Faccia, e il giornalista Fabio Ornano, moderati da Alessandro Sanna, autore di Que viva el fútbol.

Alle 21.30 si cambia prospettiva: il calcio diventa racconto, passione e rinascita, grazie all’incontro tra Paolo Faragò, ex calciatore del Cagliari oggi vignaiolo, e Nicola Muscas, giornalista e autore di Un amore di contrabbando per Mondadori. Il dialogo si muove tra il mito di Gigi Riva, il mestiere del calciatore e la riscoperta della terra.

Alle 22.30 spazio all’inchiesta con “Te lo meriti Alberto Sordi”, quattro indagini curate da Pablo Sole, direttore di Indip, che aprono uno sguardo critico sull’Italia contemporanea.

La giornata si conclude alle 23 con LanD ExcapE ExpansE, progetto performativo e collettivo nato dalla visione artistica di Gavino Ganau e Giovanni Dibeltulu. Con il contributo visivo di Tore Addis e quello sonoro di Italowsky, la performance fonde musica elettronica sperimentale, paesaggi sonori e videoarte in una riflessione sull’impatto umano su natura, guerra e memoria.

Sabato un focus sulla lingua sarda

Sabato 18 ottobre si apre alle 11.30 con l’incontro “Li làcani nostri” (in gallurese “i nostri confini”), dedicato alla lingua sarda in tutte le sue varianti. In un tempo in cui il linguaggio viene semplificato o neutralizzato, il recupero e l’uso delle lingue minoritarie diventa gesto poetico e politico. Ne discutono Mari Mameda, content creator in lingua sarda, l’autrice Affatta di soli, Riccardo Pisu, presidente dell’Assemblea Natzionale Sarda, il sindaco di Scano Antonio Flore e l’assessore alla cultura Antioco Mélia.

Nel tardo pomeriggio, alle 18.30, la musica torna protagonista con il live di Stefano Pilia, che propone un adattamento in solo delle composizioni di Spiralis Aurea e Lacinia, tra chitarra elettrica, elettronica, esecuzione e improvvisazione. Un viaggio sonoro tra caos e logos, che costruisce una drammaturgia acusmatica dalle forti suggestioni.

Alle 19 prende vita Rivolta perpetua, performance ibrida tra teatro, poesia e filosofia politica, ispirata al pensiero di Orwell. Il testo visionario è firmato da Jonny Costantino, in scena con Sara Giannelli e Fulvio Accogli, accompagnati dal violino di Alessandro Trabace. Un atto di insurrezione spirituale contro il presente, che attraversa il corpo della lingua.

Dalle 21 prende forma un doppio momento di approfondimento: prima con “Lo sviluppo diseguale”, un confronto tra urbanistica, giornalismo e ricerca storica per leggere le disuguaglianze territoriali tra centro e periferia, nord e sud, globale e locale. Partecipano Massimo Carta, Irene Frau e Walter Falgio.

Segue “Nel nome del progresso”, incontro sulle dinamiche della transizione ecologica, guidato dal giornalista Piero Loi. Protagonisti Mauro Bonaiuti, economista, Ilenia Ruggiu, costituzionalista, la geografa Martina Loi e il sindaco Antonio Flore, in un dialogo su giustizia sociale, potere e colonizzazione verde nelle aree interne.

Alle 23.30 chiusura in musica con Angelo Sicurella, artista palermitano che fonde alternative pop e sperimentazione elettronica. Sul palco con lui Roberto Costa ai sintetizzatori e Giorgio Bovì alla batteria.

Domenica si chiude con la musica elettronica

Domenica 19 ottobre si apre al Centro Giovani ZAC con una lezione aperta di Tai Chi, guidata da Elena Morando, per un momento di connessione tra corpo, respiro e natura.

Alle 12.30 uno dei momenti più suggestivi del festival: il coro Gavino Gabriel di Tempio Pausania propone il canto “a tasgia”, tra le forme più antiche e profonde della polifonia sarda.

Nel pomeriggio, dalle 17, Kenobit – alias Fabio Bortolotti – riflette sul rapporto tra tecnologie e libertà individuale nel suo libro Liberare il mio smartphone per liberare me stesso.

Alle 18 prende la parola Valentina Corona, attivista di Extinction Rebellion, per raccontare l’esperienza della criminalizzazione dell’attivismo climatico, vissuta in prima persona lo scorso luglio dopo una protesta contro il G7.

Alle 19 si torna a parlare di musica e lingue minoritarie come pratiche di resistenza con gli etnomusicologi Marco Lutzu e Diego Pani, in un incontro che unisce ascolto, analisi e performance dal vivo, dando voce ai margini come produttori di cultura e consapevolezza.

Gran finale con il ritorno di Kenobit, tra i maggiori esponenti italiani del genere chiptune. Il suo live set interamente costruito su Game Boy, senza effetti esterni, chiude Bookolica con energia raw e suoni a 8 bit.

Una sezione dedicata all’infanzia

Anche i più piccoli sono protagonisti con Picciunè, la sezione del festival dedicata all’infanzia. Quest’anno, grazie alla collaborazione con LatvianLiterature, arrivano due laboratori firmati dalla pluripremiata autrice lettone Luize Pastore: Ritaglia, riscrivi, rispondi (sabato 18, ore 16.30) e Città per cani randagi (domenica 19, ore 10.30). Gli appuntamenti si svolgono al Centro Giovani ZAC, con la traduzione di Rita Tura.

A chiudere il programma per i più piccoli, Le mille e una fiaba (domenica 19 ottobre, ore 16), laboratorio di gioco e lettura curato da Elena Morando.

Bookolica è un progetto dell’associazione Bottega NoMADE, realizzato con il sostegno di Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Tempio Pausania, Comune di Scano di Montiferro, Camera di Commercio IAA di Sassari – Salude & Trigu e Fondazione di Sardegna.