7 novembre, nel giorno dell’81° compleanno il ricordo di Gigi Riva vive ancora
Oggi è il 7 novembre, una data come tante sul calendario. Eppure qualcuno, con un pizzico di blasfemia, lo chiama “Natale”. Sarebbe stato infatti l’81º compleanno di Gigi Riva, una delle più grandi leggende del calcio italiano, protagonista assoluto nella storia del Cagliari e della Nazionale.
Per tutta la giornata, social network, giornali, radio e televisioni hanno reso omaggio al campione di Leggiuno, ricordandone la carriera, i gol e soprattutto i valori umani e sportivi che lo hanno reso un simbolo senza tempo. Le immagini del suo sinistro potente, delle sue esultanze con le braccia levate al cielo e del suo sorriso inconfondibile hanno invaso il web e le pagine dei notiziari, segno di quanto profondo resti ancora oggi l’amore che ha seminato e l’eredità che ha lasciato.
Una carriera leggendaria tra Cagliari e Nazionale
Gigi Riva arrivò al Cagliari nel 1963, giovanissimo, e in pochi anni ne divenne il simbolo. Con la maglia rossoblù segnò 164 gol in 315 partite ufficiali, numeri che raccontano solo in parte la sua grandezza. Nel 1970 trascinò la squadra alla conquista dello storico scudetto, il primo e unico della storia del club, da capocannoniere e leader di un gruppo entrato nella storia dello sport.
Quell’impresa trasformò il Cagliari in una leggenda e Riva in mito ed icona, non solo sportiva ma anche sociale. “Rombo di Tuono” scelse di restare in Sardegna, rifiutando le offerte dei grandi club del Nord, legando per sempre il suo nome all’Isola e alla sua gente.
Con la Nazionale, Riva fu altrettanto determinante: 35 gol in 42 presenze, un record che ancora oggi resiste. Vinse il Campionato Europeo del 1968, segnando nella finale vinta 2-0, e fu protagonista al Mondiale del 1970, quello della leggendaria semifinale contro la Germania (4-3 allo stadio Azteca) e della finale – purtroppo persa 4-1 – contro il Brasile di Pelé.
Un simbolo di lealtà e di cuore
Anche dopo il ritiro, Riva rimase vicino al calcio e alla Nazionale, collaborando per anni come dirigente e accompagnatore, sempre con discrezione, dedizione e il suo carattere da hombre vertical.
Oggi, nel giorno dell’81° compleanno, Cagliari, la Sardegna, tutta l’Italia del calcio, e non solo, gli hanno reso omaggio ancora una volta con affetto e riconoscenza. Quella che si deve a un uomo che ha scelto il cuore al posto del denaro.
