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“Diario di un trapezista”, grande successo di Ranucci al Conservatorio di Cagliari

© foto Isola online 24

Maratona teatrale di Sigfrido Ranucci all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari: ieri, sabato 7 febbraio, il celebre conduttore di Report ha portato sul palco lo spettacolo Diario di un trapezista, organizzato in Sardegna dall’Associazione Il Leone e le Cornucopie di Golfo Aranci, facendo registrare un sold out per lo spettacolo delle 21 e sfiorando il tutto esaurito per la replica aggiunta alle 18.

Ranucci è anche un “animale da palcoscenico”, e non potrebbe essere altrimenti vista la lunga esperienza che lo ha visto protagonista in scenari ben più difficili di un monologo teatrale. A confortarlo e supportarlo, l’affetto del pubblico che applaude spesso e lo travolge al termine delle due esibizioni, nel momento del firmacopie dell’ultimo libro, La scelta, edito da Bompiani.

Informare a qualunque prezzo

Sul palco dell’Auditorium, Ranucci porta se stesso e il suo vissuto da cronista. A partire dalla scelta di informare a qualunque prezzo: la scelta fatta dai giornalisti che hanno deciso di raccontare la realtà da Gaza o da altri teatri di guerra; la scelta di scavare a fondo nei grandi scandali attraverso inchieste scomode; la scelta di informare nonostante minacce, tema peraltro discusso recentemente in un’importante e partecipata riunione nella sede dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna.

Il giornalista romano accompagna il pubblico in un viaggio, dalle esperienze dell’11 settembre alle Torri Gemelle allo tsunami nello Sri Lanka, dall’Afghanistan a Falluja, in Iraq, teatro di crimini con l’uso di fosforo bianco. Circa due ore di ricordi, scelte difficili, incontri casuali ma determinanti, e retroscena di inchieste spesso rimasti lontani dai riflettori. Tra i punti di riferimento, Roberto Morrione, fondatore e direttore di Rai News dal 1999 al 2006, che ha sostenuto il suo lavoro anche quando era scomodo, e “Vedo Vedo”, un vagabondo incontrato durante un’inchiesta, che con la domanda «A che serve lo sguardo se non interroga?» lo aiuta a guardare oltre ciò che il sistema informativo spesso ignora o normalizza.

Ranucci giornalista e uomo

Lo spettacolo svela il Ranucci giornalista e l’uomo: un uomo che lavora, viaggia, incontra persone che segnano il suo percorso e diventano talvolta determinanti per il successo delle sue inchieste. Persone che lo hanno sostenuto nei teatri di guerra, che gli hanno aperto porte inaspettate, o che casualmente sono diventate importanti, come un tassista vicino ai Tanzi, che lo informa sui quadri di Van Gogh, Picasso e altri celebri artisti, esportati in Svizzera tramite canali non ufficiali durante l’inchiesta sul crac Parmalat per evitare il pignoramento.

C’è spazio anche per un Ranucci più intimo, che esprime gratitudine verso Milena Gabanelli, che lo ha voluto nella squadra di Report, e per i suoi genitori: una madre che ha sviluppato in lui le immense risorse offerte dalla memoria («sono l’unico conduttore che va a braccio») e un padre che gli ha insegnato il culto della legalità, scomparso prima che Ranucci diventasse un volto noto della TV.

Il giornalista si spoglia completamente quando racconta di aver pensato di farla finita dopo l’accusa di aver costruito un dossier politico falso contro Flavio Tosi usando presunti “fondi neri” (uso improprio del canone) della Rai per ottenere prove e documenti volti a danneggiarlo. Un giudice per le indagini preliminari di Padova ha archiviato le accuse di tentata diffamazione contro Ranucci. Successivamente, Flavio Tosi fu condannato in primo grado per aver diffamato il giornalista, poiché le accuse risultarono false.

Lo spettacolo include anche l’episodio dell’incontro tra Matteo Renzi e l’ex 007 Marco Mancini in un autogrill, presentato come un momento segnante che ha influito sulla carriera giornalistica di Ranucci e sulla sua idea di informazione.

«Il nostro è un Paese talmente malato da considerare la propria patologia la normalità», tuona il giornalista tra gli applausi.

Esperienza coinvolgente

Accompagnato dalle musiche originali del Maestro Enrico Melozzi e dalla voce narrante di Stella Gasparri, Diario di un trapezista è un’esperienza coinvolgente che mette al centro una vicenda giornalistica e umana fatta di successi ma anche di dolore. «Quando senti di essere nel mirino di chi vuol farti cadere, salta in avanti sull’altro trapezio: sarà più difficile colpirti», suggerisce il mentore Morrione, dando senso a un racconto in cui Ranucci appare sempre sospeso sul filo. Gli autografi sui libri dopo ogni spettacolo invitano spettatori e lettori a leggere intensamente il titolo e a fare una scelta, decidendo da che parte stare.