Sanremo, Luca Faraone con Malika Ayane: «Non vedo l’ora di salire su quel palco!»
Partito da Assemini a soli diciannove anni con l’ambizione di vivere di musica, Luca Faraone ha inizialmente scelto Londra per costruire il proprio percorso artistico. Un salto coraggioso che nel tempo si è trasformato in una crescita costante, fatta di studio e collaborazioni di prestigio. Nel suo cammino internazionale compaiono nomi del calibro di Craig David, Tom Jones, Camila Cabello, Rita Ora ed Emeli Sandé.
La svolta italiana arriva con il Festival di Sanremo, dove nel 2022 debutta come direttore d’orchestra e autore. Oggi, a 34 anni, può già contare quattro partecipazioni alla kermesse, confermandosi una presenza sempre più costante all’Ariston.
Da questa sera tornerà sul palco, come chitarrista, accanto a Malika Ayane, che si presenta al Festival con “Animali notturni”, di cui Faraone è co-produttore con Merk & Kremont, Stefano Marletta e Edwyn Roberts.
Isola Online 24 ha raccolto le parole del musicista e produttore sardo a poche ore dalla prima serata del 76° Festival di Sanremo.
Quali emozioni si provano a poche ore dal Festival, nonostante tu sia ormai un veterano?
L’emozione preponderante è il divertimento di questa settimana: qui succede di tutto, continuamente, siamo al centro di un turbine continuo. Per quanto mi riguarda, non essendo l’artista in gara sono un minimo schermato dall’essere portato da una parte all’altra, però mi muovo tanto anche io per attività interessanti: interviste, attività social, attività musicali, prove. Questo turbinio, per me è veramente godibile. È come essere dentro una fiera che dura una settimana, dove ci sono anche tutti i tuoi amici legati al mondo della musica e si fanno un sacco di cose collaterali alla musica, tutte concentrate qua. Questa atmosfera si respira anche nelle strade, quindi ovunque tu vada c’è sempre qualcosa da fare, qualche amico. Per quanto riguarda il palco, non provo ansia, per mia grandissima fortuna non ho mai avuto questo problema. Il pensiero che attraversa la mia mente in queste ore è “Non vedo l’ora di salire su quel palco e divertirmi un sacco!”.
Qual è la parte più bella e quale la più complicata durante il Festival, in particolare nel corso della diretta?
Ci sono tante parti belle: al primo posto, l’emozione dell’esibizione. Una delle parti più belle, per me, è ideare lo styling, con la mia stylist, per capire come interpretare le varie serate dal punto di vista dell’abbigliamento: disegnare i vestiti e scegliere accessori e i gioielli che indosserò nelle serate del Festival. Per quanto riguarda la diretta, non c’è nulla di complicato, è tutto abbastanza liscio: si arriva al Teatro Ariston, si sta un po’ di tempo dei camerini, ci si riscalda, si chiacchiera, poi si va nel backstage fino al momento clou dell’esibizione. La parte più complessa è decisamente, giorno più giorno meno, il mese che precede l’inizio del Festival. In quel periodo si finalizza la produzione, si fa l’orchestrazione e c’è da pensare alla cover, con relativi arrangiamento e orchestrazione. Tutto questo si fa in un breve periodo di tempo e in più, nel mio caso, in concomitanza con altri progetti che seguo. Infatti durante il mese che precede Sanremo si dorme poco, però si fa tutto volentieri.
Come nasce la collaborazione con Malika Ayane?
La collaborazione con Malika nasca proprio con questo pezzo. Questa canzone è stata scritta qualche anno fa, Malika l’ha sentita, per fortuna se n’è innamorata e ci ha contattato, dicendoci che le sarebbe piaciuto lavorare al brano con noi. Lo abbiamo sistemato tutti insieme, rifinendolo e cucendolo su misura per lei.
Cosa ti aspetti da “Animali notturni” al Festival e in futuro?
Non mi aspetto nulla: è meglio non avere aspettative, perché è tutto imprevedibile. Non esiste una tendenza, un precedente su cui basarsi. Spero, semplicemente, che il brano piaccia, perché tutta la retorica del posizionamento in classifica conta davvero poco. Il Festival è prestigioso, ma ciò che importa veramente è che il brano arrivi alle persone: se la vogliamo vedere dal punto di vista cinico, che la radio lo passi, che le persone lo ascoltino. Ovviamente, tutto questo, porterebbe anche a una grande soddisfazione personale del sottoscritto.
Sei alla quarta edizione del Festival: com’è cambiato Luca Faraone dalla prima edizione a oggi?
È cambiato tanto, sono cambiate tante cose nella mia vita. C’è un processo di crescita professionale e personale, di cui sono felicissimo. Dal punto di vista professionale, faccio sempre quello che facevo prima, ma in quantità maggiore: tanti dischi, tante produzioni, tanti lavori di arrangiamento musicale. Tutto diventa sempre più bello e interessante.
Ci siamo sentiti un anno fa. Ci sono novità professionali?
Non posso sbottonarmi più di tanto. Sto lavorando a una serie di album molto importanti che usciranno quest’anno e l’anno prossimo. Sto inoltre pianificando una serie di attività relative al mondo della musica e collaterali al mondo della musica, che potrebbero vedere la luce nei prossimi anni. Sono soddisfatto, si sta allargando il bacino delle varie attività che sto progettando.
Luca, come sempre, buon Festival!
