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Cagliari, la Settimana Santa entra nel vivo

La Settimana Santa 2026 a Cagliari entra nel vivo con un ricco calendario di riti, processioni e concerti che, fino al 12 aprile, coinvolgerà i quartieri storici e Pirri, confermandosi uno degli appuntamenti più identitari e partecipati della città.

Una settimana di eventi

Dopo l’avvio delle celebrazioni nei giorni scorsi, il programma prosegue con i momenti più significativi della tradizione. Domani, 31 marzo, torna la Processione dei Misteri, uno dei riti più sentiti, che attraversa le vie cittadine mantenendo intatta la ritualità tramandata nei secoli. Nei giorni successivi, il calendario accompagna fedeli e visitatori verso il cuore della Settimana Santa, con appuntamenti che uniscono spiritualità e partecipazione collettiva.

Il 2 aprile si rinnova il suggestivo rito del giro delle Sette Chiese, un percorso simbolico tra alcuni dei luoghi sacri più rappresentativi, mentre il 3 aprile, Venerdì Santo, si svolgerà la sacra rappresentazione della Passione, tra i momenti più intensi e coinvolgenti dell’intero programma. In queste stesse giornate, la città sarà animata anche da concerti di musica sacra, ospitati in chiese storiche come San Giacomo, Santo Sepolcro e San Pietro Apostolo.

Il culmine delle celebrazioni sarà domenica 5 aprile, con le tradizionali processioni de S’Incontru, quattro appuntamenti distinti nei quartieri cittadini che rievocano l’incontro tra Cristo risorto e la Madonna, in un’atmosfera di forte partecipazione popolare.

Coinvolta tutta la città

Il cartellone, che comprende oltre trenta appuntamenti distribuiti fino al 12 aprile, coinvolge una ventina di chiese e si sviluppa nei quartieri di Stampace, Villanova, Castello e Marina, e nella Municipalità di Pirri, mantenendo una forte coerenza con le forme rituali della tradizione.

«La Settimana Santa rappresenta uno dei momenti più identitari della nostra città», ha sottolineato l’Assessora alla Cultura Maria Francesca Chiappe presentando gli eventi, evidenziando come non si tratti solo di celebrazioni religiose, ma di un «patrimonio condiviso, dove ogni processione, ogni simbolo, e soprattutto ogni confraternita custodisce una storia secolare che appartiene a tutti noi».

«Presentare questi riti – ha aggiunto l’Assessora – significa dunque promuovere insieme un’eredità non solo religiosa, ma anche culturale che ha una forte capacità attrattiva, in grado di coinvolgere cittadine, cittadini e visitatori nel nostro territorio».

Accanto agli aspetti religiosi, viene valorizzata anche la dimensione culturale e partecipativa dell’iniziativa, con il coinvolgimento del Liceo Foiso Fois nella realizzazione della grafica ufficiale e in attività laboratoriali che porteranno alla creazione di una mostra dedicata.