Sant’Efisio, Primo Maggio tra devozione e lutto
La grande processione del Primo Maggio della 370ª Festa di Sant’Efisio è andata in archivio, confermandosi come la celebrazione religiosa e popolare più sentita dell’Isola.
Devozione, tradizione e la consueta partecipazione collettiva hanno caratterizzato una giornata funestata nelle prime ore del mattino dalla scomparsa, a causa di un malore, di Elena Siddi, 55 anni, che già indossava l’abito tradizionale per partecipare alla processione accanto alla tracca di Sarroch, una delle tante dislocate lungo il percorso a causa dell’assenza dei buoi, fermati dalla dermatite bovina.
Elena Siddi era molto conosciuta tra chi vive e accompagna la processione. Il suo impegno non si limitava all’1 maggio. Era presente durante tutto l’anno, sempre vicina ai momenti e ai luoghi legati al culto del Santo.
L’investitura dell’Alter Nos
La mattinata si è aperta a Palazzo Bacaredda con uno dei momenti più solenni: l’investitura dell’Alter Nos, ruolo simbolico che rappresenta la città nelle celebrazioni dedicate al Santo. «Per volontà popolare, nomino te, Giovanni Porrà, Alter Nos»; con questa formula, il Sindaco ha ufficializzato il ruolo del giovane consigliere comunale, oggi 370esimo Alter Nos della storia.
Massimo Zedda ha consegnato a Giovanni Porrà, figura designata per guidare il cerimoniale, la fascia tricolore e il Toson d’Oro, emblema di continuità storica e identità cittadina, in un contesto segnato anche da un momento di commozione. «Il primo pensiero va alla famiglia della donna di Sarroch mancata stamattina e all’Arciconfraternita di cui il marito è componente, e a tutte le persone che si trovano in difficoltà», ha dichiarato il primo cittadino, richiamando l’attenzione sulle difficoltà sociali e umane del presente.
Alla presenza dell’Arciconfraternita del Gonfalone, delle autorità e dei familiari di Porrà, l’investitura ha assunto un valore profondamente comunitario. «Siamo vicini al nostro caro confratello e alla famiglia per la triste perdita», ha affermato Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita, aggiungendo: «Nonostante tutte le difficoltà che si sono presentate, il voto a Sant’Efisio sarà sciolto anche quest’anno».
La grande processione
La processione ha poi preso vita tra le strade del Capoluogo, con migliaia di persone, tra fedeli e semplici spettatori, accorsi per assistere al passaggio del Santo. I gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna hanno arricchito il corteo con costumi tradizionali, musiche e colori, rendendo la sfilata un’espressione viva della cultura isolana.
Due le novità che sono saltate immediatamente all’occhio in questa edizione della Festa: le traccas ferme, dislocate lungo tutto il percorso a causa dell’assenza dei buoi, per rendere omaggio al Santo. Ma soprattutto il passaggio del simulacro di Sant’Efisio portato a spalla, apprezzato da tantissime persone perché crea un contatto visivo più immediato. Un contatto molto apprezzato, quasi a voler richiedere, da parte dei fedeli che assistono alla processione, un Sant’Efisio comunque non avvicinabile nel percorso cittadino ma più vicino.
Particolarmente suggestivo l’arrivo del Santo in via Roma, avvenuto su un tappeto di petali dopo la tradizionale “ramadura”, uno dei momenti più attesi e scenografici. All’arrivo davanti a Palazzo Bacaredda, hanno assistito anche l’Arcivescovo di Cagliari monsignor Baturi, che in precedenza ha voluto rivolgere un gesto di vicinanza alle persone con disabilità che occupavano la tribuna a loro riservata, la Presidente della Regione Alessandra Todde, il Sindaco Massimo Zedda e la Prefetta di Cagliari, Paola Dessì.
Il viaggio verso Nora
Nel pomeriggio il simulacro ha lasciato la città, dando avvio al pellegrinaggio che attraversa diverse tappe simboliche. A Giorgino il Santo è stato spogliato degli abiti preziosi per indossare vesti più semplici, segnando l’inizio del percorso devozionale fuori dal centro urbano, quest’anno, insolitamente, a bordo di un pick up. Il cammino è proseguito tra soste e momenti di raccoglimento fino a Villa d’Orri e Sarroch, dove la comunità ha accolto il passaggio con partecipazione e devozione. Da oggi, e nei giorni successivi, il viaggio toccherà Villa San Pietro, Pula e Nora, fino al rientro notturno del 4 maggio, quando si rinnoverà il rito dello scioglimento del voto.
