Cagliari, a Riccardo Milani il Premio La Marmora 2026
Riccardo Milani ha ricevuto il Premio La Marmora 2026, giunto alla trentacinquesima edizione, nel corso della cerimonia ospitata dall’Università degli Studi di Cagliari nell’aula magna di Palazzo Belgrano.
Il premio
Il riconoscimento, promosso dal Rotary Club Cagliari, è stato assegnato al regista romano per la sua capacità di raccontare con sensibilità e profondità la società italiana e sarda, intrecciando impegno civile, attenzione ai contesti sociali e narrazione cinematografica. A consegnare il premio è stato Carlo Puddu, presidente del Rotary Club Cagliari Sud, alla presenza del rettore Francesco Mola.
«Ringrazio il presidente Puddu – ha detto Mola – e il Rotary Club Cagliari più in generale, per averci dato la possibilità di condividere questa giornata e di ospitare un altro illustre protagonista del panorama culturale. Per noi l’Aula Magna è un luogo simbolico, e siamo lieti di metterla a disposizione per iniziative che rafforzano il legame con il territorio. Siamo onorati di accogliere Riccardo Milani, figura di grande rilievo nel cinema italiano».
La commissione del premio ha individuato in Milani un autore capace di osservare la contemporaneità con uno sguardo autentico, mettendo al centro delle sue opere le fragilità sociali, le periferie, l’inclusione e le relazioni umane. Nei suoi film convivono riflessione civile e leggerezza narrativa, con una scrittura cinematografica che riesce a parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità dei temi affrontati.
Il rapporto con la Sardegna rappresenta inoltre uno degli elementi che hanno contribuito all’assegnazione del riconoscimento. Diverse opere del regista hanno infatti valorizzato storie, figure simboliche e identità del territorio sardo, offrendo uno sguardo rispettoso e partecipe sulla realtà sociale e culturale dell’Isola.
Chi è Milani
Nato a Roma nel 1958, Riccardo Milani ha costruito il proprio percorso artistico accanto a maestri del cinema italiano come Mario Monicelli, Nanni Moretti e Daniele Luchetti, esperienze che hanno contribuito alla definizione di uno stile riconoscibile, fondato sull’attenzione ai personaggi e sulla cura del racconto.
L’esordio dietro la macchina da presa arriva negli anni Novanta con Auguri professore, seguito da La guerra degli Antò, opere che segnano l’inizio di una filmografia sempre più orientata all’osservazione della realtà sociale italiana. Negli anni successivi il regista consolida la propria identità con lavori come Il posto dell’anima e Piano, solo, confermando una particolare sensibilità nel raccontare storie ispirate alla vita reale.
Parallelamente al cinema, Milani ha sviluppato un’importante attività televisiva, dirigendo produzioni di grande successo e contribuendo a costruire un linguaggio narrativo capace di coniugare qualità e popolarità. Negli ultimi anni ha raggiunto il grande pubblico anche attraverso commedie di forte impatto come Come un gatto in tangenziale, dove l’ironia diventa strumento per affrontare temi legati alle differenze sociali e culturali.
Particolarmente significativo per il contesto sardo è stato anche il docufilm Nel nostro cielo un rombo di tuono, dedicato a Gigi Riva, così come La vita va così, uscito nell’ottobre scorso, ispirato alla storia del pastore Ovidio Marras. Due opere che confermano l’attenzione del regista verso i territori e le comunità, raccontati attraverso vicende umane di forte valore simbolico.
«Il Premio La Marmora si conferma anche in questa edizione – si legge nella nota dell’Università di Cagliari –come un appuntamento importante per la valorizzazione di personalità che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a una lettura consapevole della società sarda contemporanea, rafforzando il dialogo tra cultura, territorio e istituzioni».
