Cagliari salvo tra emozioni e applausi: la Domus saluta Pavoletti
Va in archivio un’altra stagione per il Cagliari: il campionato, di fatto, si è concluso domenica sera, nonostante i 90 minuti ancora da giocare, con la conquista della salvezza e il boato liberatorio dell’Unipol Domus. Una serata speciale sia per il traguardo raggiunto aritmeticamente con una giornata d’anticipo, sia per il saluto di Leonardo Pavoletti.
L’attaccante è stato omaggiato già nel prepartita con la consegna di una maglia raffigurante il simbolo dell’infinito e di un piatto celebrativo dedicato ai suoi nove anni in rossoblù. Poi, al termine della gara, il tributo è proseguito con il classico passaggio d’onore tra compagni e staff, il discorso rivolto ai tifosi presenti alla Domus e il giro di campo finale. A onor del vero, molti spettatori hanno lasciato lo stadio prima della conclusione della cerimonia, rovinando in parte un momento che avrebbe meritato una partecipazione diversa, sicuramente più calorosa da parte di tutto il pubblico rossoblù, per ciò che Pavoletti ha rappresentato dentro e fuori dal campo in questi nove anni.
L’attaccante si è congedato anche dai giornalisti in sala stampa, prima del meritato brindisi con i compagni, con parole che sono sembrate più un arrivederci che un addio. Non è escluso, infatti, che in futuro possa ricoprire un ruolo all’interno della società.
La vittoria decisiva
Per quanto riguarda il campo, il Cagliari ha battuto il Torino al termine di una gara non particolarmente brillante, ma comunque concreta. I rossoblù sono andati sotto a causa del gran gol di Obrador, dopo che il Torino si era reso pericoloso in più di una circostanza, ma in pochi minuti nel finale del primo tempo la squadra di Fabio Pisacane ha ribaltato il risultato.
Prima il gol di Sebastiano Esposito, bravo a girarsi rapidamente e a battere Paleari, poi il 2-1 firmato da Mina che, in modo anche piuttosto fortunoso, quasi con la nuca dopo una conclusione di Zappa respinta dall’estremo difensore granata, è riuscito a trovare la deviazione vincente.
Nella ripresa le emozioni sono state poche. Il Cagliari ha gestito il vantaggio senza particolari sofferenze, a eccezione del grande intervento di Caprile su Adams, decisivo per blindare il risultato.
Verso il futuro
La salvezza sarebbe certamente potuta arrivare con qualche settimana d’anticipo, ma il cammino del Cagliari è stato piuttosto altalenante nel corso della stagione ed è stata determinante, ai fini del risultato finale, la lunga striscia di otto giornate consecutive senza vittorie.
Le scelte del mercato di gennaio, su tutte la sofferta cessione di Luperto, hanno sì messo in difficoltà la squadra, ma hanno comunque consentito di raggiungere l’obiettivo stagionale. Ora, però, sarà necessario riflettere su ciò che il Cagliari vorrà fare in futuro: ai tifosi non basta una salvezza conquistata con qualche giornata d’anticipo, mentre anche piccoli ma concreti step di crescita potrebbero soddisfare una piazza che, talvolta, a ragione, mugugna. È comunque opportuno sottolineare che il lavoro iniziato quest’anno, soprattutto per la valorizzazione di diversi giocatori che rappresentano il futuro del Club, è importante per la sostenibilità della società.
Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sugli sviluppi societari e sui nuovi soci, che a breve potrebbero avere il controllo del pacchetto di maggioranza. Bisognerà capire se l’estate porterà cambiamenti significativi oppure continuità nel progetto tecnico. Di certo, Pisacane può chiudere la stagione forte di 40 punti – bottino che potrebbe anche aumentare nell’ultima giornata – e con la consapevolezza di aver ottenuto qualcosa in più rispetto alle precedenti gestioni di Ranieri e Nicola.
L’ultima uscita stagionale sarà il prossimo fine settimana a San Siro contro il Milan, in una gara che per i rossoblù sarà soprattutto una passerella finale dopo l’obiettivo ormai raggiunto.
