Punta Molentis, ingresso a pagamento e divieti: scoppia la polemica
Dieci euro a persona al giorno: questo è il prezzo d’accesso alla spiaggia di Punta Molentis, stabilito da un’ordinanza del Comune di Villasimius del 5 giugno.
L’obiettivo di tutelare l’ambiente in una delle perle del litorale è certamente condivisibile, ma il provvedimento ha sollevato le polemiche, con ampia cassa di risonanza sui social, di coloro i quali hanno raggiunto la spiaggia nel corso del fine settimana. Oltre al significativo contributo economico richiesto ai visitatori per accedere a un bene naturale e pubblico, a destare più di una perplessità sono soprattutto le restrizioni previste.
I divieti
L’accesso è infatti consentito solo tra le 8:00 e le 20:30, con uscita obbligatoria entro le 21:00. È inoltre vietato installare gazebo, tende e altri sistemi di ombreggio. Persino l’ombrellone è consentito soltanto alle famiglie con bambini fino a 10 anni e agli over 65. Per tutti gli altri, l’alternativa è esporsi al sole per ore, con tutto ciò che questo comporta in termini di rischi per la salute, oppure rinunciare alla giornata in spiaggia.
L’interrogativo che molti si pongono in queste ore è fino a che punto si tratti di un provvedimento realmente finalizzato alla tutela ambientale e quanto, invece, rappresenti una forma di selezione all’ingresso, volta a limitare gli accessi – ora consentiti a un massimo di 70 veicoli al giorno e comunque non oltre 150 persone contemporaneamente – dopo quanto accaduto lo scorso anno, quando un devastante incendio ha distrutto la vegetazione, incendiato decine di auto e messo a rischio l’incolumità dei bagnanti.
La necessità di proteggere l’ambiente non si discute: vietare l’abbandono dei rifiuti, impedire il prelievo di sabbia, pietre e conchiglie e tutelare la vegetazione sono misure di buon senso che dovrebbero essere rispettate in tutti gli arenili. Ma quando alla lunga lista dei divieti si aggiunge anche un ticket d’ingresso di 10 euro a persona, il rischio è che la percezione cambi radicalmente e che la tutela ambientale finisca per trasformarsi, agli occhi di molti, nell’ennesimo balzello estivo.
