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Premio Strega 2026, la grande narrativa italiana torna a Quartu Sant’Elena

© foto Isola online 24

La Sardegna è ancora una volta protagonista del panorama letterario nazionale con una delle tappe più attese dello Strega Tour 2026. Ieri sera l’Ex Caserma dei Carabinieri di Quartu sant’Elena ha ospitato, per il secondo anno consecutivo, i finalisti del più prestigioso riconoscimento letterario italiano giunto alla sua 80ª edizione: “Quasi una vita”. L’incontro si inserisce nel calendario nazionale dello Strega Tour, che accompagna i finalisti in diverse città italiane prima della proclamazione del vincitore, prevista a Roma l’8 luglio in Piazza del Campidoglio. Un percorso che permette ai lettori di conoscere da vicino gli autori e i libri protagonisti dell’edizione 2026.

Organizzato da ArgoNautilus, l’appuntamento è stato un’importante occasione di incontro tra autori, lettori e operatori culturali. Anche quest’anno, grande animatore della serata è stato Fabio Canino che con la sua spontaneità e simpatia travolgente alleggerisce e supera alcune difficoltà tecniche con gli ospiti in collegamento: Bianca Pizzorno, Michele Mari ed Elena Riu. Erano presenti, invece, Matteo Nucci e Teresa Ciabatti.

Veri protagonisti della serata i sei libri finalisti del Premio Strega 2026, selezionati dal Comitato direttivo e presentati al pubblico secondo l’ordine di votazione: I convitati di pietra (Einaudi) di Michele Mari, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli) di Matteo Nucci, La sonnambula (Bompiani) di Bianca Pitzorno, Donnaregina (Mondadori) di Teresa Ciabatti, Lo sbilico (Einaudi) di Alcide Pierantozzi e Vedove di Camus (L’orma) di Elena Rui.

La promozione della “bibliodiversità”

La presenza del sesto titolo non è casuale. Prevista dall’articolo 7 del regolamento del Premio Strega, intende garantire ogni anno un posto in finale a un’opera pubblicata da una casa editrice indipendente o di medie dimensioni, come forma di tutela della pluralità editoriale e culturale.

Un principio che trova piena sintonia con il lavoro portato avanti negli anni da ArgoNautilus, l’associazione organizzatrice. La promozione della cosiddetta “bibliodiversità” rappresenta infatti uno dei cardini della sua attività: dalla valorizzazione delle case editrici indipendenti ospitate nelle piazze della Fiera del Libro di Iglesias, fino ai progetti realizzati con le biblioteche dei centri più periferici del territorio. Un impegno costante per sostenere il pluralismo culturale e favorire l’accesso alla lettura, dando spazio anche a voci, cataloghi e percorsi editoriali che non sempre seguono le logiche e le tendenze dominanti del mercato.

Identità, memorie e fragilità umane

Quest’anno la Sestina appare sorprendentemente compatta attorno a un tema comune: l’identità come costruzione fragile, continuamente negoziata tra memoria, relazioni, desiderio e perdita. Nessuno dei sei romanzi racconta un personaggio “stabile”: tutti mettono in scena individui che cercano di capire chi sono attraverso il confronto con fantasmi del passato, figure amate o modelli culturali. Chi siamo quando il passato, gli altri e i nostri miti ci definiscono più di quanto vorremmo? La nostra identità è in costante trasformazione.

  • Ne I convitati di pietra di Michele Mari, il passato torna come presenza viva e inquietante. Mari lavora sulla memoria, sulle ossessioni e sui “fantasmi” personali e letterari: il filo rosso è il dialogo con ciò che credevamo sepolto e che continua a plasmare il presente;
  • Platone. Una storia d’amore, di Matteo Nucci è un romanzo che attraverso la figura di Platone riflette sul rapporto tra pensiero e sentimento. Il tema centrale è la ricerca di una verità umana che passa non solo dalla filosofia, ma anche dall’esperienza amorosa e dalla vulnerabilità, restituendo l’immagine di un Platone che è soprattutto uomo;
  • La sonnambula di Bianca Pitzorno è una storia in cui realtà e percezione si intrecciano. Il sonno, il sogno e l’inconscio diventano strumenti per interrogare la condizione femminile e le zone nascoste dell’identità;
  • Al centro di DonnareginaTeresa Ciabatti il confronto con una figura femminile potente e sfuggente. È un’indagine sui rapporti di potere, sul bisogno di riconoscimento e sulla difficoltà di raccontare davvero gli altri senza raccontare sé stessi;
  • Lo sbilico di Alcide Pierantozzi: il titolo suggerisce già la chiave di lettura: una condizione di instabilità esistenziale. Il romanzo esplora il disagio contemporaneo e il tentativo di trovare un equilibrio in un mondo che sembra continuamente sfuggire di mano;
  • Vedove di Camus di Elena Rui, è il libro che più esplicitamente ragiona sull’eredità culturale e affettiva. Le protagoniste vivono all’ombra di una figura simbolica e cercano una voce propria: il tema è come sopravvivere ai miti e trasformare il lutto in identità.

Un ruolo crescente per Quartu Sant’Elena

La presenza dello Strega Tour a Quartu Sant’Elena conferma il crescente ruolo della città nel circuito degli eventi culturali di rilievo nazionale. Dopo il successo delle precedenti iniziative, il ritorno della manifestazione in Sardegna rappresenta un segnale significativo dell’attenzione verso i territori periferici rispetto ai tradizionali centri culturali, ma sempre più capaci di attrarre appuntamenti di alto profilo.

Una serata dedicata ai libri, al confronto culturale e alla valorizzazione della lettura, con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico a una delle istituzioni più autorevoli della letteratura italiana contemporanea.