“Bello di mamma!”, Enrico Brignano travolge Cagliari con risate e riflessioni
Due ore di risate ma anche tanti spunti di riflessione. “Bello di mamma!”, spiega perché Enrico Brignano sia uno dei protagonisti più amati della comicità italiana. Il suo nuovo spettacolo è un viaggio attraverso le contraddizioni della società contemporanea, raccontate con l’ironia, l’umanità e il ritmo che da sempre contraddistinguono il suo stile.
La critica all’Amministrazione locale
Con la stessa ironia tagliente, apre lo spettacolo esprimendo una severa critica allo spazio Arena Fiera di Cagliari: Brignano sottolinea l’inadeguatezza del luogo e del contesto in cui si trova, sul quale torna più volte nel corso dello spettacolo, infilando frecciatine qua e là su quello che chiama “il cavalcavia” e sul rumore molesto dei mezzi di passaggio che, inevitabilmente, disturbano e deconcentrano.
Tuona contro l’Amministrazione locale e rivolge un appello diretto all’Assessorato alla cultura: «Cagliari merita di più», ricordando il suo spettacolo all’Anfiteatro Romano di Cagliari nel settembre del 2010: location unica e suggestiva che andrebbe in qualche modo restituita ai cagliaritani.
«Mi dispiaccio che un capoluogo di provincia venga mortificato così. Meritate molto di più che l’angolo sperduto di un parcheggio. Ricordatevelo nel silenzio dell’urna». E nel salutare il pubblico ringrazia «per essere venuti. Questa è la testimonianza chiara che in questo Paese e in questa città c’è bisogno di teatro. Ci vediamo, speriamo all’Anfiteatro romano di Cagliari».
Come dargli torto? Bisogna riconoscere che Cagliari può ambire a ospitare grandi eventi, a ricevere grandi nomi, così come si può riconoscere che quello stesso spazio della Fiera può essere migliorato. Sempre con la stessa onestà, si deve riconoscere il successo dell’evento. Prodotto da Vivo Concerti ed Enry B. Produzioni e organizzato da Gian Production in collaborazione con Shining Production e Roble Factory, ha venduto più di 2500 biglietti garantendo ordine e sicurezza e ricevendo una buona risposta da parte della città. Cagliari c’è, dunque.
Uno specchio del nostro tempo
Fin dalle prime battute, Brignano stabilisce un dialogo diretto con il pubblico, alternando monologhi, improvvisazioni e osservazioni sulla quotidianità del nostro tempo. Apparentemente leggero e familiare, con una comicità travolgente che tocca temi universali: le paure del presente, i cambiamenti nei rapporti umani, la famiglia, le nuove abitudini, la tecnologia e le piccole ossessioni che caratterizzano la vita di tutti i giorni.
La forza dello spettacolo risiede proprio nella capacità di trasformare situazioni comuni in momenti di grande comicità. Brignano osserva il mondo con uno sguardo ironico ma mai cinico, parla senza filtri ma non scade nella volgarità, riesce a far ridere ma ti costringe anche a una riflessione più profonda. Ogni aneddoto trova facilmente riscontro nell’esperienza degli spettatori, che si riconoscono nei racconti e fanno sì con la testa.
Non manca la componente emotiva, elemento che da anni rappresenta uno dei tratti distintivi dell’artista romano. Accanto alle battute trovano spazio momenti più intimi e riflessivi, nei quali emerge l’invito a recuperare autenticità, leggerezza e fiducia, senza perdere la capacità di guardare la realtà con senso critico. Emerge una certa amarezza mista a rimpianto per un tempo che non può tornare.
La regia sostiene efficacemente il racconto, coristi e ballerini lo accompagnano ma è Brignano a dominare la scena con la sola forza della parola, dei gesti, degli sguardi e della sua straordinaria presenza scenica.
L’abbraccio consolatorio di mamma
Scritto dallo stesso Brignano con Graziano Cutrona, Manuela D’Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti, “Bello di mamma!” è un titolo volutamente carico di significati, che appartiene alla memoria collettiva, che evoca protezione e il bisogno dell’abbraccio materno nel quale Enrico Brignano simbolicamente si rifugia sul finale di uno spettacolo che va oltre il semplice intrattenimento. È un racconto divertente, intelligente e profondamente umano, capace di regalare due ore di leggerezza ma anche di stimolare qualche interrogativo su ciò che siamo diventati e su ciò che, forse, dovremmo provare a recuperare.
Ancora una volta Brignano conferma la sua capacità di unire comicità e riflessione, offrendo uno spettacolo che diverte, emoziona e conquista, ricordandoci che, in tempi incerti, ridere insieme, anche delle nostre stesse fragilità, resta uno dei modi migliori per condividere, per ricordare e per sperare ancora. In fondo “una risata ci seppellirà”!
