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Ictus in crociera: decisivo il soccorso della Guardia Costiera e del Brotzu

© foto ARNAS Brotzu

Un passeggero di una nave da crociera colpito da un ictus ischemico mentre si trovava a circa 145 miglia nautiche dalla Sardegna è stato salvato grazie a un complesso intervento di emergenza che ha coinvolto Guardia Costiera e ARNAS G. Brotzu di Cagliari. Dopo il trasferimento in elicottero, il paziente è stato sottoposto alle cure della Stroke Unit e successivamente a un intervento chirurgico per una grave stenosi carotidea. È stato dimesso in buone condizioni dopo quattro giorni dall’operazione.

Una vacanza diventata un incubo

Quella che doveva essere una vacanza si è trasformata improvvisamente in un’emergenza sanitaria quando, durante la navigazione, l’uomo ha manifestato i sintomi di un ictus ischemico. L’immediato riconoscimento del quadro clinico ha consentito di attivare senza ritardi la macchina dei soccorsi.

Il coordinamento della Guardia Costiera ha permesso l’invio di un elicottero della Quarta Sezione Volo Elicotteri di Decimomannu, che ha raggiunto la nave e recuperato il paziente per il trasferimento urgente all’ARNAS G. Brotzu di Cagliari, centro di riferimento regionale per il trattamento delle patologie cerebrovascolari acute.

Il tempestivo intervento al Brotzu

Giunto al Pronto Soccorso, il paziente è stato affidato alla Stroke Unit, coordinata dalla dottoressa Jessica Moller e inserita nella Struttura Complessa di Neurologia diretta dal dottor Gianni Cossu. Gli accertamenti diagnostici, eseguiti in collaborazione con la Neuroradiologia, hanno confermato rapidamente la diagnosi, consentendo di intervenire nella fase più favorevole per limitare le conseguenze neurologiche.

La dottoressa Jessica Moller sottolinea: «L’ictus è una patologia tempo-dipendente nella quale la rapidità di intervento è determinante per limitare il danno cerebrale e migliorare la prognosi del paziente. In questo caso la perfetta integrazione tra il sistema dell’emergenza territoriale, la Guardia Costiera e le professionalità presenti all’interno dell’ospedale ha consentito di garantire un trattamento tempestivo e appropriato fin dai primi minuti, confermando il valore della rete stroke regionale e del lavoro multidisciplinare».

Successivamente gli specialisti hanno individuato l’origine dell’evento acuto in una grave stenosi carotidea. Dopo il superamento della fase più critica, il paziente è stato trasferito nella Struttura di Chirurgia Vascolare, diretta dal dottor Antonio Maxia, dove è stato sottoposto a un intervento di endoarterectomia carotidea, procedura che consente di eliminare la placca aterosclerotica responsabile del restringimento dell’arteria e di ridurre il rischio di nuovi episodi ischemici.

L’operazione si è svolta senza complicanze e il decorso post-operatorio è stato regolare, consentendo le dimissioni del paziente dopo quattro giorni di ricovero.

Le dichiarazioni

Il dottor Antonio Maxia evidenzia: «L’intervento sulla carotide rappresenta il completamento del percorso terapeutico nei pazienti nei quali l’ictus è causato da una stenosi carotidea significativa. Operare in tempi appropriati dopo la stabilizzazione neurologica consente di ridurre in maniera significativa il rischio di recidive ischemiche. Questo risultato è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra Neurologia, Neuroradiologia, Chirurgia Vascolare e tutte le professionalità coinvolte, che hanno accompagnato il paziente in ogni fase del percorso di cura: medici, oss e infermieri di reparto e di sala. Un obiettivo raggiunto grazie al lavoro coordinato dell’intera rete dell’emergenza: il personale della Guardia Costiera, il 118, il Pronto Soccorso, la Stroke Unit, la Neurologia, la Neuroradiologia, la Chirurgia Vascolare, l’équipe anestesiologica, i cardioanestesisti e il personale infermieristico hanno operato come un’unica squadra, assicurando continuità assistenziale in ogni fase del percorso di cura».

«Questo caso dimostra quanto sia determinante il valore della rete tempo-dipendente e dell’integrazione tra le diverse professionalità», sottolinea il direttore generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias. «Dietro ogni storia ci sono organizzazione, competenze altamente specialistiche e la capacità di lavorare insieme con rapidità ed efficacia. L’ictus è una patologia nella quale il fattore tempo è decisivo: poter contare su un percorso assistenziale strutturato e su professionisti che operano in piena sinergia significa offrire ai pazienti le migliori opportunità di cura e di recupero».