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Cabras, il ritorno in Sardegna dei Subsonica è un’esplosione di musica

© foto Isola online 24

Energia ed entusiasmo alla Stagno Arena di Cabras per l’unica tappa sarda dei Subsonica, storica band torinese tornata nell’Isola in occasione del trentennale della carriera, atto conclusivo della ventottesima edizione del Festival Dromos.

Tra vecchi successi e nuovi brani

Circa cinquemila persone, sold out, hanno cantato, ballato e saltato per due ore di fila sulle note del poliedrico gruppo musicale, a partire dalle 22:10 circa, quando Samuel & Co. sono prima giunti in piazza, accolti dagli applausi, per poi avviarsi verso il palco.

Istantanee è il primo brano a far esplodere il pubblico, mentre i successivi Onde quadre, Radioestensioni e Liberi tutti catturano l’attenzione anche di fotografi e operatori ammessi sotto il palco. Radio Mogadiscio, riferimento alla storica emittente radiofonica somala, è descritto dal gruppo come un omaggio alla libertà. Pubblicato nel novembre scorso, è il primo brano del nuovo album, Terre rare, uscito nel 2026 e che dà il titolo al tour.

Il concerto è un mix tra vecchi e storici brani, e i frutti del nuovo lavoro. Da Nuova ossessione alla ballatissima Discolabirinto, passando per Il tempo in me, Nuvole rapide, Straniero e Ghibli, tratte dall’ultimo album. Il tour del trentennale non è una celebrazione della memoria, ma l’inizio di una nuova corsa e di una nuova fase creativa.

Oltre la musica

Ma non c’è solo la musica. Il ledwall trasmette immagini dei viaggi della band in Africa, sull’altra sponda del Mediterraneo, e riferimenti alla guerra in Palestina. Il chitarrista Max Casacci parla apertamente di genocidio e condanna i nuovi nazionalismi, con un parallelo tra questi tempi e gli anni ’20 del secolo scorso. «Ecco da che parte stiamo», tuona dal palco.

È invece tempo di omaggi quando i Subsonica propongono la cover di Up Patriots to Arms di Battiato e quando dedicano, tra gli applausi scroscianti del pubblico, Preso blu a Michela Murgia, scrittrice cabrarese morta il 10 agosto di tre anni fa.

Ancora un tuffo nel passato nel finale, con Tutti i miei sbagli e Strade, due titoli che, forse involontariamente proposti ravvicinati, richiamano un cammino fatto di momenti di pausa e di strade che si ritrovano.

Samuel Romano (voce), Max Casacci (chitarra), Davide “Boosta” Dileo (tastiere), Luca “Vicio” Vicini (basso) ed Enrico “Ninja” Matta (batteria) salutano dopo la mezzanotte con un abbraccio al pubblico isolano: «In Sardegna ci sentiamo a casa». Abbraccio ricambiato dai fan che, dopo due ore di musica, non vorrebbero tornare a casa.