Al Brotzu il primo congresso intersocietario di Anestesia e Rianimazione
Dal 24 al 26 settembre 2026, all’ARNAS Brotzu di Cagliari si terrà, per la prima volta in Sardegna, il primo congresso intersocietario di Anestesia e Rianimazione. Professionisti e società scientifiche si confronteranno per costruire una rete sempre più integrata e vicina ai pazienti.
Quando la cura è una squadra
Dalla capacità di fare squadra passa la qualità delle cure. È proprio da questa diffusa convinzione che nasce il titolo di questo primo Congresso: “Il gioco di squadra: insieme si vince”. Nelle situazioni più complesse, infatti, a fare la differenza non è mai una sola competenza, ma la capacità di una squadra di mettere insieme esperienze, saperi e punti di vista diversi di professionisti che si confrontano, condividono decisioni e responsabilità e lavorano fianco a fianco, con un obiettivo comune: offrire al paziente la cura più adeguata, soprattutto quando è più fragile e ogni momento diventa fondamentale.
Una grande tavola rotonda
Un appuntamento che riunisce per la prima volta in un unico confronto le società scientifiche e i professionisti che operano nei diversi ambiti dell’anestesia, della rianimazione, della terapia del dolore, della medicina iperbarica e dell’emergenza-urgenza, coinvolgendo anche le competenze infermieristiche e le realtà dedicate all’adulto e al paziente pediatrico.
L’idea alla base del congresso è: mettere in comune competenze e punti di vista per migliorare il modo in cui si cura. In medicina, infatti, fare squadra non significa soltanto collaborare, significa condividere linguaggi e procedure, confrontarsi sulle esperienze, imparare dagli errori e costruire percorsi comuni.
Significa, soprattutto, ridurre le distanze tra le diverse professionalità affinché, nei momenti in cui è necessario intervenire con rapidità e precisione, ogni componente della squadra sappia cosa fare e possa contare sulle altre.
«Le discipline che si occupano dell’emergenza, dell’anestesia e della terapia intensiva sono complesse e richiedono sempre più un approccio integrato», commenta Elisabetta Pusceddu, direttrice della Struttura di Terapia Intensiva Post Operatoria dell’ARNAS Brotzu, e responsabile scientifico del congresso insieme a Fernanda Diana. «Mettere in rete competenze ed esperienze – prosegue – significa rafforzare la sicurezza delle cure e costruire una risposta di assistenza più efficace e omogenea. Il congresso si propone di essere molto più di un semplice appuntamento di aggiornamento scientifico: vuole trasformare il confronto e la condivisione delle esperienze in uno strumento concreto di crescita e di rafforzamento della rete assistenziale. Un obiettivo che passa attraverso la valorizzazione delle competenze e delle esperienze maturate nelle strutture sanitarie sarde, integrate dal prezioso contributo di autorevoli relatori di rilievo nazionale».
Dalla teoria alla pratica
Tre giornate nelle quali si parlerà delle grandi sfide che ogni giorno i professionisti si trovano ad affrontare: dalla gestione emodinamica al percorso perioperatorio, dalla sepsi all’anestesia e rianimazione pediatrica, dalla terapia del dolore all’anestesia ostetrica, fino alla medicina dei trapianti e alla terapia iperbarica.
Accanto alle sessioni congressuali, ampio spazio sarà dedicato ai workshop teorico-pratici, pensati per trasformare la formazione in esperienza: anestesia loco-regionale, gestione delle vie aeree difficili, ecografia, trauma, lesioni complesse e neuro-rianimazione saranno alcuni dei temi affrontati attraverso un approccio fortemente operativo.
«È proprio nel passaggio dalla teoria alla pratica che il “gioco di squadra” assume il suo significato più concreto e più importante: condividere conoscenze, esperienze e competenze significa rafforzare i professionisti che ogni giorno si prendono cura dei pazienti e, allo stesso tempo, rendere più solida ed efficace la risposta del sistema sanitario», commenta il Direttore Generale dell’ARNAS Brotzu, Maurizio Marcias. «Oggi la qualità dell’assistenza non dipende soltanto dall’eccellenza dei singoliprofessionisti, ma dalla capacità di mettere in relazione competenze diverse, costruire percorsi condivisi eassumere insieme la responsabilità delle scelte. È questa uno degli obiettivi più importanti della sanitàcontemporanea: superare la frammentazione, favorire il dialogo tra professionisti e tra strutture e costruireorganizzazioni in cui le competenze possano integrarsi e tradursi in assistenza di qualità per il paziente».
