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© foto Cineteca Sarda

Cineteca Sarda, 60 anni di storia: i film delle origini tornano sul grande schermo

La Cineteca Sarda celebra i suoi 60 anni con la rassegna “60 anni di Cineteca Sarda. Le origini. Nascita di una cineteca”, in programma fino al 27 ottobre 2026 tra Cagliari e Carbonia. Dopo la presentazione a Cagliari del progetto di archivio digitale “Nara” e l’inaugurazione a Sassari della mostra fotografica dedicata a Fiorenzo Serra, cinque appuntamenti riportano sul grande schermo alcuni dei primi film acquisiti dall’istituzione, tra capolavori del cinema sovietico, neorealismo italiano e opere di denuncia sociale. Le proiezioni accompagnano il convegno nazionale del 23 e 24 ottobre dedicato al futuro degli archivi cinematografici e al ruolo delle cineteche nella società contemporanea.

Il percorso è iniziato ieri, lunedì 19 ottobre, al Greenwich d’essai di Cagliari con Tempeste sull’Asia (1928) di Vsevolod Pudovkin. Ambientato durante le lotte contro l’occupazione straniera, il film segue la vicenda di un giovane mongolo ed è considerato una delle opere più significative del cinema muto sovietico, stagione decisiva per lo sviluppo del linguaggio cinematografico.

I film che hanno fatto la storia

Oggi a Carbonia Il sale della terra e L’isola del carbone

Oggi, martedì 20 ottobre, alle 18, nella Sala Fabio Masala – La Fabbrica del Cinema, alla Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia, è in programma Sfida a Silver City (Il sale della terra) (1954), di Herbert J. Biberman. Il film, ispirato a uno sciopero realmente avvenuto tra i minatori del New Mexico, racconta la lotta per condizioni di lavoro e di vita più dignitose. La serata proseguirà con L’isola del carbone (1952), documentario di Romolo Marcellini, ritrovato e restaurato, che ripercorre le trasformazioni socioeconomiche della Sardegna del dopoguerra e si conclude con immagini del mondo minerario isolano.

I prossimi appuntamenti

Domani, mercoledì 21 ottobre, alle 18:30, al Cinema Spazio Odissea di Cagliari, sarà proiettato Paisà (1946) di Roberto Rossellini. Attraverso sei episodi ambientati in diverse regioni italiane, il film racconta la Liberazione, seguendo l’avanzata degli Alleati dalla Sicilia al Nord. L’opera è tra i titoli fondamentali del neorealismo italiano.

Giovedì 22 ottobre, alle 18, a Carbonia, spazio a Cristo fra i muratori (Give Us This Day) (1949) di Edward Dmytryk, tratto dal romanzo Christ in Concrete di Pietro Di Donato. La pellicola affronta le difficoltà degli immigrati italiani impiegati nell’edilizia a New York, tra sfruttamento, precarietà e ricerca di una vita migliore.

La rassegna si concluderà martedì 27 ottobre, alle 18, al Greenwich d’essai Cinema, con Sciuscià (1946) di Vittorio De Sica. Ambientato nella Roma del dopoguerra, il film segue due ragazzi che lavorano come lustrascarpe e sognano di comprare un cavallo. Attraverso la loro storia, il regista mostra le conseguenze della guerra sui più giovani e le difficoltà delle istituzioni nel tutelare i minori. Nel 1948 l’opera ricevette un Oscar onorario.

Il futuro degli archivi cinematografici

La rassegna precede il convegno nazionale Cineteca Sarda e le cineteche italiane: prospettive e futuro, previsto per il 23 e 24 ottobre. Al centro dell’incontro, il ruolo degli archivi cinematografici, le prospettive di conservazione del patrimonio audiovisivo e le nuove modalità di accesso alla memoria filmica.

«Non si tratta soltanto di riproporre opere importanti della storia del cinema, ma di tornare alle ragioni che, a partire dal 1966, hanno dato vita a un’istituzione impegnata nella conservazione, nella conoscenza e nella diffusione della cultura cinematografica», spiega Antonello Zanda, direttore del Centro Servizi Culturali di Cagliari della Società Umanitaria.

«Le prime acquisizioni raccontano infatti un’idea precisa di cinema: un linguaggio artistico capace di interrogare la società, di dare voce a chi ne è stato escluso e di contribuire alla formazione di uno sguardo critico. Dal cinema rivoluzionario sovietico al neorealismo italiano, fino alle esperienze del cinema sociale e politico del dopoguerra, i film scelti restituiscono alcune delle matrici culturali che hanno orientato il lavoro della Cineteca Sarda e del suo fondatore, Fabio Masala».