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Corsa degli Scalzi, il Santo arriva a San Salvatore: in 900 percorrono il Sinis a piedi nudi

© foto Ufficio Stampa

Dopo oltre sette chilometri percorsi a piedi nudi, oggi 5 settembre, circa novecento uomini hanno raggiunto il villaggio di San Salvatore, nel cuore del Sinis, accompagnando il simulacro del Santissimo Salvatore. Tra invocazioni, canti e preghiere, la prima parte della Corsa degli Scalzi si è conclusa nel piccolo borgo. Domenica sera, dopo la permanenza nel villaggio, è previsto il ritorno verso Cabras.

L’arrivo a San Salvatore

Questa mattina, a precedere l’arrivo dei Corridori sono stati i guettus, i tradizionali colpi pirotecnici che scandiscono i momenti più solenni delle celebrazioni religiose. Il loro fragore ha annunciato l’avvicinarsi della Corsa, mentre lungo la strada del Sinis iniziava a distinguersi il caratteristico cordone bianco dei Curridoris.

Il percorso, affrontato rigorosamente a piedi nudi, si è svolto lungo su camminu de su Santu. I Corridori, con il tradizionale saio bianco stretto in vita dal cordone, hanno accompagnato il simulacro del Santissimo Salvatore, mantenendolo al centro della Corsa.

La stanchezza accumulata durante il tragitto era visibile sui volti e sui piedi dei partecipanti. Nonostante la fatica, negli ultimi metri non sono venute meno le invocazioni: «Viva Santu Srabadori!», «Viva Is Curridoris!», «Viva sa bandera!». Ad attendere l’arrivo dei Corridori nel villaggio c’erano amici, parenti e numerosi fedeli. Applausi ed emozione hanno accompagnato l’ingresso della Corsa a San Salvatore, dove il ritmo del cammino è progressivamente cambiato.

Una volta entrati nel novenario, Is Curridoris si sono stretti attorno al simulacro. Sa Bandera ha accompagnato il corteo nelle strette vie dell’antico villaggio, mentre la Corsa ha lasciato spazio alla processione. Il percorso è stato accompagnato da Is Coggius, gli inni devozionali in lingua sarda dedicati al Santissimo Salvatore. Il clima si è fatto più raccolto e il peso della fatica ha lasciato spazio alla preghiera, alla commozione e agli abbracci.

Per i Corridori si è così conclusa la prima parte di un rito che unisce fede e tradizione e vede, anno dopo anno, la partecipazione di un gran numero di fedeli. Il simulacro ha raggiunto San Salvatore e con esso si è compiuto il primo tratto del cammino.

La partenza all’alba da Cabras

La giornata era iniziata alle 6 del mattino nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras, dove è stata celebrata la Santa Messa. Al termine della celebrazione, il simulacro del Santissimo Salvatore è stato portato in processione fino a via Tharros: da qui è partita la Corsa verso San Salvatore. Attorno al Santo si sono riuniti circa novecento uomini, tutti con il tradizionale saio bianco.

Dietro una partecipazione così numerosa ci sono motivazioni personali e familiari differenti. Per alcuni, la Corsa rappresenta una tradizione ricevuta dai propri cari e ripetuta attraverso le generazioni: padri, nonni e bisnonni hanno percorso lo stesso cammino, trasmettendo un legame che continua ancora oggi.

Il lungo cordone bianco diventa così l’insieme di tante storie individuali. Ogni Corridore affronta il percorso portando con sé un voto, un ricordo, una richiesta o un sentimento di gratitudine. Esperienze diverse che, chilometro dopo chilometro, confluiscono in un’unica esperienza collettiva.

Un rito regolato da una precisa organizzazione

La Corsa degli Scalzi non è soltanto un lungo corteo spontaneo: dietro il movimento dei Corridori esiste una struttura organizzativa precisa, tramandata nel tempo.

Is Curridoris sono organizzati in 14 gruppi, ognuno dei quali comprende 14 mudas. Ogni muda è composta da tre a cinque Corridori. La suddivisione richiama le quattordici stazioni della Via Crucis e stabilisce anche le modalità con cui, durante il percorso, vengono trasportati il simulacro e la bandiera. Le mudas si alternano secondo un ordine prestabilito, garantendo continuità e regolarità lungo tutto il tragitto. Anche questo aspetto contribuisce a conservare nel tempo la struttura del rito e a trasmetterne le regole alle nuove generazioni.

La fatica fisica, il cammino a piedi nudi e l’alternanza nel trasporto degli elementi sacri fanno parte di una tradizione nella quale sacrificio, fede e devozione procedono insieme.

La prima giornata della Corsa si conclude dunque a San Salvatore, dove il rito proseguirà fino al momento del rientro a Cabras, previsto per domenica sera.

Il ritorno del Santo verso Cabras

La giornata di domani, domenica 6 settembre, entrerà nel vivo con gli appuntamenti religiosi dedicati al Santo. Alle 10:30, a San Salvatore, sono in programma la processione e la Messa solenne. Nel pomeriggio, alle 17:00, spazio alla recita del Rosario, seguita alle 17:30 dalla celebrazione della Messa.

Alle 18:00 prenderà invece il via la Corsa di ritorno. Gli Is Curridoris accompagneranno il simulacro lungo su camminu de su Santu, ripercorrendo in senso inverso il tragitto compiuto stamattina, dal villaggio fino alla chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras.

Le donne chiudono il cammino

Il rientro degli Scalzi non segnerà tuttavia la conclusione degli appuntamenti religiosi. Lunedì 7 settembre, alle 6:30, a San Salvatore sarà celebrata un’altra funzione religiosa. Al termine, saranno nuovamente le donne di Cabras a riprendere il cammino con la statuetta del Santissimo Salvatore.

Il corteo raggiungerà Cabras alle 9:00, quando è prevista anche la benedizione. Sarà così completato l’ultimo tratto del percorso che lega il villaggio alla comunità cabrarese.

La festa civile: oggi a San Salvatore, domani il gran finale a Cabras

Nel frattempo, San Salvatore continuerà a essere animato dagli appuntamenti della festa. Questa sera, alle 20:00, è attesa la tradizionale Sagra del muggine, uno degli eventi gastronomici inseriti nel programma dei festeggiamenti.

Alle 22:00 sarà la musica dei Cordas et Cannas a chiudere la serata. Il concerto completerà il calendario civile che, durante il novenario, ha proposto diversi momenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, con il festival Dantzas, i Naracauli, Sa Sannora della Compagnia Teatrale Arriora, Sonos de Festa e lo spettacolo di Giuliano Marongiu.

La conclusione dei festeggiamenti civili è fissata invece per domani, domenica 6 settembre, a Cabras. Dopo il rientro del Santo e l’arrivo degli Scalzi, la festa si sposterà in piazza Stagno, dove alle 22:00 è previsto il concerto di Baby K.